Sabato, 11 Febbraio 2012 17:18

I calciatori e gli allenatori italiani all'estero

Giovani talenti incompresi, vecchie glorie in cerca di una fine di carriera dignitosa: gli italiani che vanno all'estero, una disapora in continua evoluzione

Giovani Meglio cambiare. A volte è così. Stanchi della monotonia del calcio italiano, spesso si sente l’esigenza di aprirsi verso nuovi orizzonti, alla ricerca di altri stimoli e nuovi guadagni. Per molti calciatori si sono aperte le porte verso un nuovo mondo, una nuova realtà. Il nostro campionato sta perdendo campioni, e ci si riferisce soprattutto a quelli più giovani che invece di fare il salto di qualità in serie A sono costretti ad emigrare facendo le fortune dei campionati esteri. Ci sono i cosiddetti “vecchi” che ormai hanno dato tutto quello che potevano e perseguono non tanto un rilancio quanto il desiderio di chiudere la propria carriera in un paese esotico e ricoperti di oro. C’è chi decide invece di andare all’ estero per giocare; sempre sotto una cascata di soldi, magari petrodollari arabi.

CALCIATORI - L’ultimo caso riguarda Luca Toni, esattamente quel giocatore che segnava a ripetizione (suo il titolo di capocannoniere della A con 31 gol nel 2006), che in Germania era il “Numero uno”, che ha vinto un mondiale proprio in terra tedesca. Un Toni che poi ha fatto ritorno a casa, girando tra Roma, Genoa finendo in ultimo alla Juventus a scaldare la panchina.
Nel mercato di gennaio, sua è stata la scelta di accasarsi negli Emirati. Il presente per l’ex-Bayern si chiama Al-Nasr, allenata da un altro italiano: Walter Zenga. Per Luca quindi una nuova avventura coadiuvata dall’ ex allenatore del Palermo che ha anch’ egli abbandonato l’Italia per il ricco calcio arabo. E nel frattempo Toni si è presentato nel migliore dei modi con un gol decisivo nella vittoria per 2-1 contro l’Ajman. Un gol che lancia la sua nuova squadra che ora si trova al secondo posto a 3 punti dal Al Ain.
Un calciatore che si è ormai abituato a giocare con diversi fusi orari e lontano da casa è Fabio Firmani 33 anni; non più giovanissimo, non un giocatore di fama mondiale, Il centrocampista romano attualmente veste la maglia dello Shaanxi Chanba, squadra cinese che milita nel massimo campionato nazionale. Finora 11 presenze e 1 gol nella terra dove il calcio difficilmente lo si può immaginare e nella quale un altro italiano in passato aveva dato gli ultimi calci al pallone made in China, ovvero Damiano Tommasi. Tornando a Firmani, la sua passione per le mete estere non è nuova dato che in 3 anni ha giocato a Dubai ed in Cina, con un intermezzo nella sua Lazio.
Vi sono poi italiani ormai ben inseriti nella realtà straniera, diventati dei veri e propri punti fermi: a cominciare da Christian Molinaro, terzino sinistro in forza allo Stoccarda dal 2010. Inizialmente in prestito dalla Juve, viene poi riscattato dai tedeschi per 4 milioni. Attualmente vanta 58 presenze con la maglia dei biancorossi. Passando poi per Bruno Cirillo, altro difensore famoso in Italia più per la scazzottata con il ‘mite’ Materazzi; classe 1977, l’ex Inter e Reggina gioca ora nel Paok Salonicco, campionato greco (nel quale fino a qualche anno fa militavano Sorrentino e Maresca) dal 2009; con gli ellenici finora ha collezionato 40 presenze e 3 gol. Passato prima nelle file dell’Aek nel 2006, ora con il Paok sta disputando un buon campionato.
Altro giocatore ormai bandiera della propria squadra è Roberto De Zerbi, trequartista ex-Napoli e ora in forza al Cluj nel campionato romeno. Nella terra del conte Vlad, il centrocampista bresciano ha totalizzato finora 17 presenze e 7 reti, non male, pur se in un campionato di livello nettamente inferiore rispetto alla serie A. E’ arrivato in Romania a campionato avviato nella stagione 2009-2010 vincendo sia campionato che coppa nazionale insieme al connazionale Felice Piccolo, altro italiano (di scuola Juventus).
Il nostro tour continua in Spagna, in casa Malaga dove troviamo Enzo Maresca. Manca da molto dall’Italia, è arrivato alla corte di Manuel Pellgrini il 7 dicembre 2010 dopo aver giocato in Grecia nell’Olimpiakos e, prima ancora, sempre in Spagna con il Siviglia (vincendo due volte la Coppa Uefa). L’ex Juventus esordisce con gli andalusi non a caso contro il Siviglia nella batosta in Coppa del Re per 3-0, ma arriva a quota 300 presenze da professionista il 17 settembre 2011. Totale: 26 presenze e 3 gol con la maglia dei Boquerones.
Fino all’anno scorso altri giocatori del nostro calcio figuravano nei roster esteri: Matteo Ferrari, ex-Besiktas, attualmente svincolato, e Fabio Liverani, l’anno scorso al Lugano ed ora allenatore. Senza ovviamente tralasciare Fabio Cannavaro, fino all’anno scorso difensore dell’Al Alhy, squadra del campionato arabo.

GIOVANI EMIGRATI - Arriviamo ai giovanissimi talenti italiani che sono fuggiti dal nostro paese, nota dolente per il calcio italiano: in Inghilterra tre sono i nomi più noti. In primis Mario Balotelli, arrivato alla corte di Mancini nell’estate 2010. Super Mario, genio e sregolatezza del calcio nostrano, anche in Inghilterra ha fatto parlare di sé sia sul campo (spettacolare la doppietta nel derby stravinto con lo United) che fuori (due macchine distrutte, una rissa in un locale, il lancio delle freccette contro i ragazzi della primavera del City, l’incendio in casa sua). Benchè sia sulla cresta dell'onda da tempo, Balotelli è comunque una giovane promessa, un fuoriclasse che l’Inter di oggi rischia di dover rimpiangere. Il bilancio ai Citizens per Super Mario è di 32 presenze e 15 gol, non male per un 21enne che deve lottare con le unghie e con i denti per superare la concorrenza di Dzeko e Aguero.
Altro giovane italiano sempre in quel di Manchester, stavolta sponda United, è Federico Macheda, 20 anni, romano da gennaio in prestito al Queens Park Rangers. Macheda divenne famoso per aver segnato a soli 17 anni due reti decisive in altrettante partite (contro Aston Villa e Sunderland) con la maglia dello United entrando nella ripresa. Per lui anche un' esperienza non positiva in Italia alla Sampdoria.
Terzo giovane talento emigrato in terra britannica è Davide Santon; anche lui come Balotelli è un ex Inter, ora è in forza al Newcastle. A Milano si diceva un gran bene di lui, un terzino di spinta duttile e determinato, temerario quando il 24 febbraio 2008 si trovò a giocare da titolare con i nerazzurri contro lo United avendo di fronte niente meno che Cristiano Ronaldo. Esaltato anche da Lippi, convocato in Nazionale nella disastrosa Confederations Cup nel 2009, ora sembra essersi smarrito del tutto e con i Magpies (dopo il prestito non esaltante a Cesena) gioca solo due gare nel 2011, arrivando in totale a 10 presenze e 0 gol.
Altri giovani italiani sparsi per l’Europa li troviamo in Russia, nel nuovo fanta-campionato dei presidenti paperoni: Salvatore Bocchetti e Domenico Criscito. Il primo gioca nel Rubin Kazan, dove si è trasferito nel 2010 a seguito di una splendida stagione al Genoa di Gasperini. Il 25enne napoletano era tra i più promettenti difensori del campionato, ma ha preferito continuare la sua carriera al Rubin, squadra che si è affacciata lo scorso anno alla finestra della Champions. Criscito, anche lui 25 anni e anche lui proveniente dal Genoa, si è accasato alla corte dello Zenit San Pietroburgo di Spalletti, dove sta giocando quest’anno con continuità.
Da non dimenticare giocatori come Salvatore Sirigu, ex Palermo e attualmente portiere del PSG di Ancelotti, e Jacopo Sala, nome che è circolato sui giornali qualche settimana fa:  giovanissimo in forza all’Amburgo, ha segnato un gol nella sfida contro il Bayern Monaco.
Per ultimo mettiamo anche Giuseppe Rossi, non certo giovane promessa ma realtà più che affermata: americano di nascita, italiano di passaporto e di nazionale, “Pepito” il calcio  lo ha assaporato soprattutto all’estero fin da giovanissimo. Prima in Inghilterra  (Manchester United e Newcastle), poi dopo la parentesi a Parma, con il Villareal, sua squadra attuale. Rossi, al momento è fermo per un brutto infortunio al ginocchio (è a rischio per gli Europei). Con il sottomarino giallo, Rossi ha totalizzato finora 54 gol in 136 partite; alcune squadre italiane come Juve e Inter è da anni che provano a riportarlo a casa.


ALLENATORI - Non solo giocatori, anche gli allenatori hanno scelto la linea della fuga dall’Italia. I già citati Mancini, Zenga e Spalletti viaggiano a gonfie vele nei rispettivi campionati (il Mancio è primo col City, Zenga è secondo con l’AL-Nasr, Spalletti è al comando con il suo Zenit). A questi aggiungiamo Carlo Ancelotti, attuale allenatore del PSG che sta trascinando i parigini nella Ligue 1. È vero che i soldi degli sceicchi hanno dato una grande mano, ma l’esperto tecnico di Reggiolo ci ha messo del suo presentandosi con 5 vittorie su 5.
Piccola postilla dedicata anche a Fabio Capello: l’ormai ex-tecnico della Nazionale Inglese, ha appena rassegnato le dimissioni, dopo i contrasti con la Football Assosiacion (la Federazione Inglese) per via del caso Terry, a cui è stata tolta la fascia da capitano a seguito degli insulti razzisti ad Anton Ferdinand. Il Don Fabio, dopo scudetti e successi con Milan, Roma, Juve e Real, alla guida della nazionale dei 3 leoni non ha avuto le stesse fortune: (scotta ancora l’eliminazioni agli ottavi con la Germania a Sudafrica 2010, dopo la sconfitta per 4-1.
Chiudiamo la rassegna dei tecnici con l’ intramontabile Giovanni Trapattoni; ct dell’Irlanda, squadra che ha condotto alla fase finale dei prossimi Europei in Polonia e Ucraina dove affronterà proprio gli azzurri nel girone C, il Trap coadiuvato dal suo vice Tardelli ha regalato grandi soddisfazioni agli irlandesi, e grande simpatia (si è riproposto con la sua famosa frase in inglese storpiato “non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”) ottenendo agli spareggi una storica qualificazione che mancava da 24 anni. Un grande risultato per quel Trap che avremmo potuto (e voluto) vedere anche ai Mondiali sudafricani, non fosse stato per il furto clamoroso su quel fallo di mano di Herny che portò al gol decisivo della Francia.


Gianluca Specchioli

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